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I bambini secondo i Testi e secondo Dio

Discussioni, idee e suggerimenti sulla catechesi dei bambini.

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Parole chiavi per questo argomento
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I bambini secondo i Testi e secondo Dio

Messaggioda Luciano » 26/09/2015,,
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Tratto da Educat.it - Servizio a cura dell'Ufficio Catechistico Nazionale della CEI Conferenza Episcopale Italiana

Nell'Antico Testamento

I BAMBINI SONO DI DIO

16. “Ho acquistato un uomo dal Signore!” (Genesi 4,1): con questa esclamazione di gioia e di fede la prima mamma, Eva, la madre dei viventi, ha accolto la nascita del suo primo figlio. Questa è anche la fede di tutto il popolo di Israele. Nella preghiera canta: “Ecco, dono del Signore sono i figli, e sua grazia il frutto del grembo” (Salmo 127,3). Nei libri della Scrittura la nascita di un figlio viene sempre narrata come un dono e una benedizione di Dio. I bambini sono di Dio, non proprietà degli adulti. Sono una presenza di gioia e di speranza.

CdA 1059-1065 27. Sessualità, matrimonio e verginità Il servizio alla vita

IL FIGLIO È DONO E PROMESSA

17. I padri e le madri d’Israele vedono nei figli la continuità di se stessi e del popolo eletto di Dio. Assaporano la gioia della famiglia riunita attorno alla mensa: “Nell’intimità della tua casa, i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa” (Salmo 128,3). I figli formano una cosa sola con la loro famiglia e offrono ai genitori la speranza di una serena vecchiaia: “Corona dei vecchi sono i figli dei figli, onore dei figli i loro padri” (Proverbi 17,6).
Nei libri dell’Antico Testamento i bambini partecipano a pieno titolo all’alleanza, al patto cioè di amicizia e fedeltà che Dio dona al suo popolo.

CdA 805 ( 21. La vocazione del cristiano Introdotti nella vita trinitaria L’antica alleanza CdA 1067 27. Sessualità, matrimonio e verginità Famiglia e società Apporto sociale della famiglia CdA 1075 27. Sessualità, matrimonio e verginità Matrimonio e verginità Due modi di vivere l’alleanza

18. Il popolo d'Israele attende con fiducia il futuro, forte della promessa di Dio: verrà il Messia. In quest’orizzonte generare i figli assume una particolare importanza religiosa.
La storia di Abramo e Sara, narrata dalla Genesi (cap 12-25), lo testimonia in modo umanissimo. Il figlio Isacco non è soltanto continuità naturale della loro carne, ma un segno ed un annuncio della salvezza che Dio opererà a favore del suo popolo.
È comprensibile allora che la mancanza del figlio sia vissuta come una menomazione, considerata una vergogna e a volte un castigo. Tuttavia la Scrittura aiuta a non drammatizzare la sterilità quando afferma che il numero dei figli conta meno della loro rettitudine (cf. Sapienza 4,1).

Nel Nuovo Testamento

DIO HA MANDATO SUO FIGLIO

24. I libri del Nuovo Testamento narrano che il segno preannunciato dal profeta Isaia si è compiuto: Dio ha mandato il suo Figlio sulla terra per salvare gli uomini.
Gesù, il Figlio di Dio, rivela quale immenso valore ha ogni bambino.
Lo manifesta nascendo e vivendo bambino tra i bambini prima, e poi, da adulto, con i gesti e gli atteggiamenti della sua vita. Lo insegna con le sue parole, lo proclama con la sua morte e risurrezione.

CdA 301-305 8. Gesù Cristo Figlio di Dio L’Emmanuele, Dio con noi

25. Maria di Nazareth concepisce Gesù per opera dello Spirito Santo e lo porta in grembo per nove mesi. Lo dà alla luce a Betlemme, dove si è recata con lo sposo Giuseppe a causa del censimento ordinato da Cesare Augusto (cf. Luca 2,1).
Giuseppe accoglie con amore il figlio di Maria, gli dà il nome, si prende cura di lui e lo custodisce come padre premuroso.
Giuseppe e Maria, obbedienti alla legge di Mosè, lo portano al tempio per consacrarlo al Signore.

CdA 771-774 (20. Insieme con Maria, la Madre di Gesù:5. Madre di Dio)

IN PARTICOLARE:

San Giuseppe:CdA 769 (20. Insieme con Maria, la Madre di Gesù: 4. Sempre Vergine): Giuseppe sposo di Maria
la presentazione al tempio CdA 304 8. Gesù Cristo Figlio di Dio L’Emmanuele, Dio con noi I misteri dell’infanzia e della vita nascosta

GESÙ HA VISSUTO COME OGNI BAMBINO

26. Gesù è bambino e vive da bambino fra i bambini.
Nella casa di Nazareth cresce sotto gli occhi di Maria e di Giuseppe ed è loro sottomesso: cresce in età, sapienza e grazia davanti a Dio e agli uomini (cf. Luca 2,52).
Diventa ragazzo e a dodici anni sale con i suoi genitori a Gerusalemme per la Pasqua. Si ferma nel tempio all’insaputa di Maria e Giuseppe che angosciati lo cercano per tre giorni. Quando finalmente lo ritrovano dice loro: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Luca 2,49). Ma essi non comprendono le sue parole.

CdA 304 8. Gesù Cristo Figlio di Dio L’Emmanuele, Dio con noi I misteri dell’infanzia e della vita nascosta

IL BAMBINO È IMMAGINE DEL DISCEPOLO

27. Gesù inizia la sua vita pubblica manifestandosi come l’inviato di Dio, il Cristo.
Dice alla gente: “Convertitevi e credete al Vangelo” (Marco 1,15). E per far loro capire che cosa significhi convertirsi, prende un bambino, lo tiene affettuosamente fra le braccia e afferma: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Matteo 18,3).

CdA 141 4. Dono di libertà e comunione «Convertitevi e credete» La nostra cooperazione CdA 200-206 5. I segni del Regno La comunità dei discepoli

FARSI COME I BAMBINI


28. Gesù invita a guardare i bambini come li guarda lui, con amore che va oltre la nostalgia e l’emotività.
Li pone davanti agli adulti come immagine dell’atteggiamento privo di malizia e carico di fiducia necessario per entrare in intimità con il Padre. I bambini infatti sembrano dire: non sappiamo, non possiamo, non abbiamo, ma aspettiamo tutto da voi.
Gli adulti hanno uno spirito da bambini quando, di fronte alle prove impegnative della vita personale e familiare, sanno dire con semplicità: Signore, non siamo migliori degli altri, non sappiamo sempre che cosa è bene, non sempre abbiamo la forza di farlo, ma confidiamo in te, Signore.

CdA 87-88 2. Dio cammina con gli uomini La risposta della fede Affidamento

ACCOGLIERE I BAMBINI E ACCOGLIERE GESÙ

29. Gesù si è fatto uomo per la salvezza di tutti.
Perciò i bambini stanno a cuore a Gesù e non sono soltanto una figura simbolica privilegiata di cui si è servito per la sua predicazione.
“Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio”... E prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani li benediceva” (Marco 10,13-1416).
Il Padre per mezzo del Figlio li attrae a sé e così fin da bambini si può entrare nel regno di Dio.

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I bambini e i loro diritti nella comunità

I BAMBINI VALGONO PER SE STESSI

35. La rivelazione cristiana ci ha reso consapevoli che i bambini sono redenti dal sangue di Cristo e con la sua grazia sono diventati figli e amici di Dio ed eredi della gloria eterna. Perciò essi valgono prima di tutto per se stessi, nella stagione di vita che stanno vivendo, e non in vista di ciò che in futuro potranno dare alla famiglia, alla società, alla Chiesa o allo Stato.
La famiglia, la Chiesa, lo Stato, sono per i bambini, e non i bambini per le istituzioni.

CdA 1096-1098 28. L’impegno sociale e politico Persona e società

IL BAMBINO È PERSONA SOGGETTO DI DIRITTI

36. La coscienza dell’importanza dei diritti dei bambini si fa sempre più forte e diffusa, e al tempo stesso i fatti quotidiani documentano tante contraddizioni e abusi.
Fede e ragione si incontrano e convergono nel riconoscere che ogni bambino è un essere umano fin dal primo momento del suo concepimento.
È persona e pertanto soggetto di diritti, che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura. Sono diritti, inalienabili, inviolabili, universali.

CdA 1096-1098 28. L’impegno sociale e politico Persona e società CdA 1066-1070 27. Sessualità, matrimonio e verginità Famiglia e società

DIRITTI INVIOLABILI E INALIENABILI

37. Sono diritti inviolabili e inalienabili: non si tratta soltanto di non attentare alla vita dei bambini, ma di impegnarsi a portare il proprio contributo perché i loro diritti abbiano una concreta attuazione.

CdA 1096-1098 28. L’impegno sociale e politico Persona e società CdA 1066-1070 27. Sessualità, matrimonio e verginità Famiglia e società

DIRITTI RICONOSCIUTI A TUTTI I BAMBINI

38. Sono diritti universali: vanno riconosciuti a tutti i bambini, senza eccezione alcuna, e senza distinzione o discriminazione fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione, le opinioni politiche e di altro genere, l’origine nazionale o sociale, le condizioni economiche, la nascita, l’integrità fisica e ogni altra situazione che si riferisca al bambino o alla sua famiglia.

CdA 1096-1098 28. L’impegno sociale e politico Persona e società CdA 1066-1070 27. Sessualità, matrimonio e verginità Famiglia e società

LA CHIESA DIFENDE I DIRITTI DEI BAMBINI


39. La Chiesa, in nome di Dio, con autorevolezza si fa voce dei diritti dei non garantiti, quali sono ancor oggi molti bambini. Davanti al dilagare della violenza e dei pericoli che calpestano la vita e la dignità dell’infanzia, con ancor più forza essa si fa interprete delle loro esigenze di fronte a tutte le nazioni.
I documenti della Chiesa possono utilmente essere messi a confronto con i documenti delle assemblee e comunità politiche: internazionali, nazionali e locali, nella prospettiva del dialogo e di un comune impegno.

CdA 1096-1098 28. L’impegno sociale e politico Persona e società CdA 1066-1070 27. Sessualità, matrimonio e verginità Famiglia e società

DIRITTI DEI BAMBINI E DOVERI DELLA FAMIGLIA

40. La soddisfazione dei propri diritti, da parte dei bambini, è connessa all’esercizio dei diritti e dei doveri della famiglia.
Sarebbe grave errore l’adozione di provvedimenti e di politiche in favore dei bambini che non mirino a promuovere la responsabilità delle famiglie e a sorreggerle nell’esercizio dei propri diritti-doveri.
La tutela dei diritti dei bambini è, infatti, responsabilità grave dei genitori e della comunità civile. È dovere e prima forma di carità della Chiesa.

CdA 1096-1098 28. L’impegno sociale e politico Persona e società CdA 1066-1070 27. Sessualità, matrimonio e verginità Famiglia e società

IL DIRITTO ANZITUTTO DI ESSERE AMATI

41. “L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, se non gli viene rivelato l’amore, se non lo sperimenta e non vi partecipa vivamente” (GIOVANNI PAOLO II, enciclica Redemptor hominis, 10).
Perciò i bambini hanno bisogno e diritto:
– di essere riconosciuti, accolti e compresi dalla madre, dal padre e dalla famiglia, per avere fiducia;
– di essere circondati di affetto e godere di una sicurezza affettiva, sia che essi vivano con i loro genitori o no, per scoprire la propria identità;
– di avere un nome, una famiglia e una nazionalità, rispetto e buona reputazione, per godere di sicurezza e stabilità affettiva nelle loro condizioni di vita e di educazione.

CdA 1096-1098 28. L’impegno sociale e politico Persona e società CdA 1066-1070 27. Sessualità, matrimonio e verginità Famiglia e società

DOVERI DEI GENITORI E DIRITTI DELLA FAMIGLIA

42. I genitori hanno il dovere e il diritto di priorità nel mantenimento dei figli e della loro educazione. Verso la famiglia, perciò, vanno usati riguardi di natura economica, sociale, culturale e morale, che ne consolidino la stabilità e facilitino l’adempimento della sua specifica funzione.

CdA 1096-1098 28. L’impegno sociale e politico Persona e società CdA 1066-1070 27. Sessualità, matrimonio e verginità Famiglia e società

IL DIRITTO ALLA SCUOLA

43. Il diritto del bambino a crescere coinvolge la responsabilità educativa dei genitori e della comunità civile. Il diritto all’educazione comprende il diritto alla scuola. I bambini hanno bisogno di una scuola per l’infanzia pedagogicamente, moralmente e religiosamente qualificata. Essa soddisfa il diritto all’educazione del bambino quando ne promuove la formazione integrale: fisica, psichica, spirituale.
I bambini hanno bisogno di trovare, nella scuola, educatrici ed educatori competenti che siano consapevoli del loro impegno educativo. Devono poter usufruire di una scuola che rispetti gli orientamenti religiosi e morali delle rispettive famiglie e sia aperta ad un costruttivo pluralismo.

DIRITTI DEI BAMBINI E COMANDAMENTI DEL SIGNORE
IO SONO IL SIGNORE TUO DIO


44. La dignità e l’importanza della persona dei bambini, manifestata dalla rivelazione divina e riconosciuta dalla coscienza civile, viene onorata e rispettata anzitutto se gli adulti osservano tutti i comandamenti del Signore.
La legge del Signore, che risuona nella coscienza di ogni uomo di buona volontà, indica la via per offrire ad ogni bambino ciò di cui necessita per la sua crescita in umanità e grazia, secondo il disegno di Dio.

CdA 1080 27. Sessualità, matrimonio e verginità Maturità da raggiungere Armonia complessa e difficile CdA 869-872 22. Libertà cristiana e legge evangelica Conferma evangelica del decalogo e della legge naturale I dieci comandamenti CdA 880-891 22. Libertà cristiana e legge evangelica Il messaggio delle “dieci parole”

NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME
NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO
RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE


45. Nei bambini esiste la capacità di cercare Dio e di aspirare a lui. Questo viene favorito particolarmente da un ambiente familiare in cui Dio sia al primo posto, non sostituito da idoli, il suo nome venga rispettato e onorato, e dove esistano momenti per pregare e celebrare il giorno del Signore.
I bambini hanno diritto di essere aiutati a conoscere Dio, Creatore e Padre di tutti gli uomini.
Il rispetto della libertà religiosa vale anche nei confronti dei bambini: i genitori e gli educatori debbono dare spazio e fare attenzione a domande, aspirazioni e bisogni interiori del bambino, per favorire lo sviluppo della personalità morale e del sentimento religioso.

ONORA IL PADRE E LA MADRE

46. La società onora i padri e le madri quando sostiene, con le sue leggi e i suoi interventi, la famiglia nel proprio impegno di garantire quanto è indispensabile ai loro bambini.

NON UCCIDERE

47. Ogni società riconosce e difende il diritto alla vita dei propri cittadini. Ma per i bambini il pieno riconoscimento di questo diritto si esprime nel non permettere che alcuno, fosse pure genitore, possa decidere della loro esistenza o meno, dal primo istante del loro concepimento: “La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l’aborto come l’infanticidio sono abominevoli delitti” (CONCILIO VATICANO II, Gaudium et spes, 51).
“Indispensabili alla vita sono l’acqua, il pane, il vestito e una casa che serva da riparo” (Siracide 29,21). Il diritto all’esistenza comporta alimentazione, vestiario, abitazione, riposo, cure mediche e servizi sociali adeguati a una dignitosa condizione di vita. Comporta pure il diritto di vivere in una società libera da forme di violenza, di ricatto, di intolleranza e di intimidazione.

48. I bambini hanno bisogno di sviluppare la capacità di socializzare che è in loro, nell’incontro con gli adulti ma anche con i coetanei; di imparare a conoscersi e riconoscersi amici e fratelli, prima di notare le differenze fisiche e psichiche.
I bambini hanno bisogno di rapporti umani e di spazi, tempi, mezzi e materiali adeguati alla loro età e alle condizioni fisiche e psichiche, per svolgere le attività di gioco.

NON COMMETTERE ATTI IMPURI
NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI


49. I bambini hanno diritto a crescere in un ambiente che li porti, con gradualità e nell’amore, a scoprire il mistero della vita, ad accogliere serenamente la propria corporeità e a incontrarsi con l’altro sesso in un clima di rispetto e di stima reciproca.
Chiunque abusa o scandalizza uno di questi piccoli, merita il severo rimprovero di Gesù: “Sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare” (Matteo 18,6).
Al servizio dell’educazione del bambino al mistero della vita e dell’amore si pone la fedeltà nell’amore reciproco del papà e della mamma.

NON RUBARE
NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI


50. Ogni bambino ha diritto di usufruire delle risorse naturali ed umane del mondo, risorse che sono assegnate per il vantaggio di tutti. Amare la vita qui sulla terra significa promuoverla e svilupparla in modo conforme alla dignità dell’uomo, anche con attenzione alle generazioni che verranno. I bambini hanno bisogno di conoscere e di amare tutti gli esseri viventi e tutte le cose; di essere riconosciuti nell’ambiente, e di ricevere ciò che le cose e gli esseri viventi possono offrire loro; di stabilire una relazione di amicizia fraterna con fratello sole e con sorella luna, con tutto il creato, oggi nel gioco, domani nel lavoro.
I genitori devono aver cura di non fare degli stessi bambini occasioni di consumismo e di educarli alla condivisione, all’essenzialità e al rispetto delle cose proprie e degli altri.
Mai si denuncerà con sufficiente forza il commercio dei bambini e il loro rapimento per motivi di lucro.

NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA

51. I bambini hanno diritto alla verità, a cercarla, ascoltarla e affermarla.
I bambini hanno bisogno di trarre vantaggio dalle fatiche di chi, prima di loro, ha cercato la verità e l’ha espressa.
I bambini debbono ricevere risposte obiettive e aperte alle domande che essi pongono, direttamente o indirettamente, che riguardano la vita sessuale, la vita sociale e politica, la vita religiosa; debbono anche disporre di strumenti di ricerca e di espressione, che li mettano in grado di comunicare, di fare esperienze, di costruire, di fare da sé.

I DIRITTI DEI BAMBINI IN SITUAZIONI DI HANDICAP

52. Questi diritti e altri che emergono oggi dalla coscienza delle persone e dalle legislazioni dei popoli, debbono essere riconosciuti in modo particolare ai bambini in situazioni di handicap, fisici o psichici. Per il loro pieno sviluppo, umano, civile e spirituale, essi hanno bisogno di affetto e solidarietà. Gli operatori specializzati, le comunità e le istituzioni, tra cui in primo luogo la scuola, debbono sentirsi impegnati ad offrire ai genitori quel supporto indispensabile perché non restino soli e non pesi esclusivamente su di loro questo difficile compito.
Il grado di civiltà e di progresso civile e religioso di ogni società e comunità si manifesta dall’attenzione e dall’amore dato a questi piccoli.

CdA 1023 26. Accoglienza e rispetto della vita Dare senso alla sofferenza Alcune attenzioni CdA 1072-1073 27. Sessualità, matrimonio e verginità Famiglia e Chiesa

53. Il rispetto dei diritti propri di ogni persona e di ogni bambino è il segreto più profondo della pace vera.
Ad ogni diritto corrisponde un dovere. Anche i bambini hanno non solo diritti, ma pure doveri per portare il loro contributo alla costruzione di una convivenza più umana.

Beato l’uomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
(Salmo 119,1-2)


IO SONO IL SIGNORE, TUO DIO!
1. NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME.
2. NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO.
3. RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE.
4. ONORA TUO PADRE E TUA MADRE.
5. NON UCCIDERE.
6. NON COMMETTERE ATTI IMPURI.
7. NON RUBARE.
8. NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA.
9. NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI.
10. NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI.
“Ogni volta che avete fatto queste cose
a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me”, dice il Signore.
(Matteo 25,40)
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