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L'incontro con Gesù

Discussioni, idee e suggerimenti sulla fede in età adolescenziale, la fede che si traduce in esperienze di vita.

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L'incontro con Gesù

Messaggioda Luciano » 04/10/2015,,
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Tratto da Educat.it - Servizio a cura dell'Ufficio Catechistico Nazionale della CEI Conferenza Episcopale Italiana

Apriamo nella comunità il Vangelo di Marco per conoscere chi è Gesù. Le sue parole e i suoi gesti, ma ancor più la sua morte e la sua risurrezione rivelano il suo mistero: Gesù è la buona notizia che dà senso alle nostre giornate e risposta ai nostri perché.

Ai ragazzi tante esperienze di vita cristiana della loro fanciullezza possono apparire come mode del passato, o un abito troppo stretto da rifiutare.
Vi sono stagioni della vita in cui è più forte la tentazione di rinchiudersi in se stessi e scegliere da soli.
La comunità cristiana deve essere allenta ad accogliere le difficoltà e le nuove esigenze dei ragazzi.
I catechisti e gli educatori hanno il compito di diventare Vangelo vivo e aprire la strada a chi ha paura di traguardi più alti.
L’itinerario di catechesi aiuta i ragazzi a scoprire i tratti della loro identità attraverso una rinnovata scoperta della persona e del mistero di Gesù:
l’incontro personale con lui e il suo Vangelo;
il fascino della sua parola e della sua umanità;
il riconoscerlo nella fede come il Figlio di Dio,
il risorto che è pienezza di vita.
Il Vangelo di Marco aperto in comunità rivela che Gesù è per tutti lieta notizia. Diventa così possibile portare i ragazzi alla riscoperta di Gesù come colui che ancor oggi ha qualcosa da dire; come colui che dà senso alle nostre giornate e risposta ai nostri perché. Il Vangelo di Gesù accolto dalla comunità cristiana suscita in tutti domande coinvolgenti: che cosa è vivere, crescere, realizzare il proprio progetto in ogni situazione della vita?
Il Vangelo propone di crescere con Cristo, imparando ad accorgersi degli altri, ad essere solidali con tutti, specie con chi non ha e non conta, ad accogliere e donare.

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L’incontro con Gesù di Nazareth

Come incontrare oggi Gesù? Come riconoscerlo? Comunità vive, testimoni che lo hanno incontrato parlano di Gesù di Nazareth. Possiamo incontrarlo anche oggi, stupirci di lui? Lasciamoci condurre per mano leggendo il Vangelo di Marco.

Incontrare oggi Gesù

Il nostro primo incontro con la comunità cristiana è avvenuto il giorno del Battesimo e il nostro nome è stato registrato in parrocchia sul libro dei battezzati.
Il Battesimo è il primo incontro con Gesù e con la Chiesa, ma può restare un episodio remoto dell’infanzia. Cosa conta ricordare le prime preghiere, la prima Comunione, le prime esperienze di vita cristiana vissute in famiglia, a scuola, o in parrocchia, se è cessato l’interesse e l’amore per Gesù? Forse alcuni si sono stancati di sentir parlare di lui, mentre la delusione e l’incertezza abitano nel cuore di altri.
Non è sufficiente essere nati in una famiglia cristiana. È necessario vivere il Battesimo e accogliere ogni giorno il Vangelo per incontrare Gesù di Nazareth.
Quasi duemila anni ci separano dal giorno in cui per la prima volta egli ha posto ai suoi amici questa domanda: “Voi chi dite che io sia?”.
Ogni generazione di cristiani deve dare la propria risposta.
Gesù fa risuonare ancora il suo messaggio in mezzo alla gente come fece nei villaggi della Palestina, ha ancora amici e avversari come fosse un nostro contemporaneo. Chi è mai costui?
Coloro che incontrano Gesù e accettano di orientare con la sua parola la propria vita non possono fare a meno di gioire della sua presenza e parlare di lui. L’esperienza vissuta dai primi discepoli si ripete in ogni epoca, la loro avventura meravigliosa può diventare anche la tua.

Maestro, dove abiti?

Andrea e un suo amico, discepoli di Giovanni il Battista, un giorno incontrarono Gesù e lo seguirono. “Chi cercate?”, disse loro Gesù. Gli risposero: “Maestro, dove abiti?”. Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono e videro dove abitava, e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Poi Andrea incontrò suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia”, che significa il Cristo, e lo condusse da Gesù.
Il giorno dopo Gesù incontrò Filippo e gli disse: “Seguimi”. Filippo era di Betsaida, la stessa città di Andrea e Simone, sulla riva del grande lago di Galilea.
Filippo incontrò Natanaele e gli disse: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazareth. Vieni e vedi” (cf Gv 1,35-51).
Il primo incontro con una persona affascinante suscita curiosità e interesse. Ma non basta, se non porta all’amicizia e al desiderio di stare insieme.
Andrea, Simone, Filippo, Natanaele, Giovanni l’amico di Andrea e molti altri hanno incontrato Gesù, sono ritornati da lui, sono rimasti con lui anche quando essere suoi amici era pericoloso.
Davanti alla prova della croce la loro fedeltà è messa alla prova. Solo la risurrezione di Gesù apre loro gli occhi e il cuore, ed essi lo riconoscono. L’incontro con il risorto è per i discepoli un’esperienza decisiva: essi ricorderanno tutto ciò che avevano visto e udito e comprenderanno.

In ascolto dei testimoni

È giunta l’ora che la gente sappia tutto ciò che è accaduto. Non solo gli ebrei, anche i pagani.
In casa di un centurione romano, di nome Cornelio, Simon Pietro racconta: “Gesù di Nazareth è passato facendo del bene e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno” (cf At 10,34-43).
Giovanni dà testimonianza ai fedeli delle comunità dell’Asia Minore:
“Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, noi lo annunziamo anche a voi, perché la nostra gioia sia perfetta” (cf 1 Gv 1,1-4).
Saulo di Tarso, ebreo e cittadino romano, incontra Gesù soltanto dopo la risurrezione, sulla via di Damasco, ma ricorda per tutta la vita quella esperienza folgorante (cf At 9,1-18). Da allora l’amore di Gesù lo spinge attraverso le nazioni dell’impero: “Guai a me, diceva, se non predicassi il Vangelo” (1 Cor 9,16).
A partire da Gerusalemme gli apostoli portano il Vangelo in Siria, in Asia Minore, in Grecia, arrivano a Roma, la capitale dell’impero, forse anche in Spagna. Ovunque la parola degli apostoli diffonde la buona notizia di Gesù. Sorgono nuove comunità che, di città in città, di regione in regione, si estendono e si moltiplicano.

La testimonianza degli apostoli e della Chiesa è il Vangelo: la lieta notizia che Gesù di Nazareth ha vinto la morte ed è risorto per noi.


LA PAROLA NASCE DAL SILENZIO

Il Vangelo, prima di essere un libro, è la persona di Gesù stesso, perché lui è la buona notizia di Dio.
Il Vangelo è nato nella notte in cui ai pastori di Betlemme fu recata l’inaudita notizia: “Ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore” ().
I pastori accorrono, trovano e vedono Maria e Giuseppe, e il Bambino che giace in una mangiatoia. E raccontano ciò che del Bambino è stato detto loro. Maria tace, in silenzio medita tutte cose e le custodisce nel suo cuore. Maria è la prima fonte d’informazione di Luca sulla nascita di Gesù e per i suoi primi anni. La parola nasce dal silenzio.

Madonna della tenerezza di Jaroslav,
icona del XV secolo

Sulla via di Damasco

Leggiamo il racconto autobiografico di Paolo sulla straordinaria esperienza del suo incontro con il Cristo risorto.
Il vangelo da me annunziato non l’ho ricevuto da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all’improvviso una gran luce dal cielo e una voce:
Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?.

Su, alzati e rimettiti in piedi; ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone.


La buona notizia a più voci

Nell’ascolto della parola degli apostoli, le comunità crescono nella conoscenza di Gesù e del suo messaggio, pregano, spezzano insieme il pane, si sostengono nella carità, secondo il suo comandamento.
Ben presto si avverte la necessità di fissare per iscritto la memoria dei gesti e delle parole di Gesù. Dalla predicazione e dalla catechesi orale nascono i libri scritti, i Vangeli: il libro di Marco, scritto a Roma; quello di Luca, probabilmente compilato per le comunità greche del Mediterraneo; quello di Matteo, nelle comunità cristiane di provenienza giudaica della Palestina; ultimo, quello di Giovanni in Asia Minore.
Luca incomincia così il suo libro, mentre lo dedica all’amico Teofilo (nome greco che significa amico di Dio):
“Poiché molti hanno posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto” (Lc 1,1-4).
Marco, invece, introduce il suo libro semplicemente così: “Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio” (Mc 1,1).
I quattro Vangeli sono come le voci di un solo coro che canta la vicenda di Gesù. Essi presentano l’immagine di un solo volto, di una sola persona.

Il Vangelo di Gesù Cristo

La Chiesa medita il Vangelo e rivive nell’anno liturgico il mistero di Cristo. Ogni domenica proclama la fede nel Risorto e i gesti e le parole di Gesù diventano attuali.
L’attesa di Cristo, la sua nascita fra noi, la sua vicenda terrena fino alla morte e risurrezione, l’attesa del suo ritorno:
la storia della salvezza si fa nostra storia.
Viene il momento in cui la Chiesa consegna ad ogni ragazzo il libro dei Vangeli.
Non basta però avere tra le mani il libro, come non basta saperlo leggere.
L’incontro con il Vangelo esige ricerca umile e fiduciosa, da soli e in gruppo.
Si ascolta con le orecchie, ma soprattutto con il cuore.
Ricevi il Vangelo di Gesù Cristo.
Egli è la via, la verità e la vita.
Accolgo dalle mani della Chiesa il Vangelo.
Voglio meditarlo nella preghiera
e farne via e luce per la mia vita.
Beato chi ascolta e mette in pratica
le parole del Vangelo.

O Dio, fonte di bontà e di luce,
che hai mandato il tuo Figlio parola di vita
per rivelare agli uomini il mistero del tuo amore,
fa’ che nella meditazione assidua della tua parola
noi siamo intimamente illuminati,
per diventare fedeli annunciatori del tuo Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.
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