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Prima delle parole

Discussioni, idee e suggerimenti sulla catechesi dei bambini.

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Prima delle parole

Messaggioda Luciano » 27/09/2015,,
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Tratto da Educat.it - Servizio a cura dell'Ufficio Catechistico Nazionale della CEI Conferenza Episcopale Italiana

LA PRESENZA DI DIO NELLE PERSONE, NEI FATTI E NELLE COSE

121. Dio nessuno l’ha mai visto. Come può farsi conoscere dai bambini?
Dio parla di sé attraverso le persone, i fatti, le cose. Dio è Amore e tutti i gesti d’amore hanno radice in lui. L’incontro dei bambini con la tenerezza che Dio ha per tutte le creature avviene attraverso i gesti di bontà degli adulti.

122. A contatto con i genitori, i bambini assimilano sempre un certo modo di vedere la realtà.
È una comunicazione che avviene prima e al di là delle parole.
Più sono piccoli, più i bambini apprendono per sensazioni ed esperienze immediate. Questa capacità intuitiva rimane in loro mentre si sviluppa la capacità di comunicare con le parole.

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L’ESPERIENZA DI DIO IN QUELLA DELL’AMORE

123. Che cosa capiscono i bambini dagli atteggiamenti che gli adulti hanno con loro?
Avvertono se le persone amano o no la vita, se hanno paura, se hanno speranza.
Se credono o no in quello che dicono. Se li amano.

124. Poiché l’esperienza di Dio è una parola d’amore, i bambini hanno bisogno di viverla subito con le prime persone che si occupano di loro.
I diversi modi di esprimere l’amore proposti dalla presenza della madre e da quella altrettanto necessaria del padre, diventano insieme i segni dell’amore fedele dell’unico Padre. In questo i genitori sono mediatori tra Dio e i bambini.

125. Quando i bambini vedono che i genitori li trattano con tenerezza e con fermezza, e che non sono né deboli né rigidi, il loro cuore si apre al senso della paternità divina.
Il sorriso dei genitori attrae il sorriso dei bambini: è un riflesso della gioia del Padre.
Il pianto dei bambini sollecita le cure dei genitori come eco della bontà del Padre.
L’immagine di Dio-Amore si offusca e si deforma se il sorriso non è incoraggiato, se il pianto non è consolato.

L’AMORE CHE SI FA COMPAGNIA

126. L’immagine del Dio-con-noi si offusca e si deforma nell’esperienza della solitudine, effetto del peccato d’origine. Provare solitudine; come isolamento e paura, è drammatico anche per gli adulti.
È comprensibile che i bambini, fin dal momento della nascita abbiano la sensazione di non stare bene quando sono soli e vogliano ogni momento tutti uniti attorno a loro. Hanno bisogno di essere rassicurati da presenze affettuose.

STUPORE ED ENTUSIASMO

127. Non solo le persone, anche i giocattoli, gli oggetti di casa, i suoni abituali, il sole e gli animali sono fonte di compagnia per i bambini.
Spesso essi parlano con ciò che li circonda e che provoca in loro momenti di stupore, di gratitudine, di entusiasmo o di paura.

128. Tutto viene da Dio, non solo i pesci rossi, anche i serpenti. Non solo il prato soffice, anche il legno duro. Non solo il sole, anche la pioggia.
Le stesse opere dell’uomo dicono la grandezza di Dio quando coltivano e custodiscono la terra. Invece impediscono di scoprire l’impronta di Dio nel creato quando lo rovinano e non lo usano per il bene degli uomini.
È importante educare i bambini al rispetto del creato e accompagnarli alla scoperta di ogni dono nel segno della condivisione e della solidarietà con tutti i bambini del mondo.

LA PAROLA DEFINITIVA DI DIO: GESÙ

129. Dio Padre in tutti i tempi e in modi diversi ha parlato di sé, infine ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo (cf. Ebrei 1,1-2).
Questo Figlio è Gesù.
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