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Rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo

Discussioni, idee e suggerimenti sulla catechesi dei bambini.

Moderatori: Fondatori, Autori

Parole chiavi per questo argomento
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Rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo

Messaggioda Luciano » 26/09/2015,,
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Tratto da Educat.it - Servizio a cura dell'Ufficio Catechistico Nazionale della CEI Conferenza Episcopale Italiana

DIO AMA PER PRIMO

66. I credenti, sulla testimonianza della Parola di Dio, riconoscono che la fede, nella loro vita, è dono di Dio. Egli per primo prende l’iniziativa verso gli uomini e si manifesta per stabilire con loro un patto di amore, un’alleanza indissolubile. Dio precede sempre.
Prima ancora che gli uomini sappiano amarlo, il Padre li ama e li chiama a diventare suoi figli, fratelli di Gesù, dimora dello Spirito Santo.

CdA 90-91 2. Dio cammina con gli uomini La risposta della fede Dono di Dio CdA 169 4. Dono di libertà e comunione
«Perché siate figli del Padre» Paternità universale

IL BATTESIMO È UNA NUOVA NASCITA

67. Questo è il progetto del Padre da sempre, prima che il mondo tosse, e si realizza gradualmente nella storia. Gesù lo ha rivelato e lo porta a compimento.
L’evento che rende gli uomini tigli adottivi del Padre si compie come una nuova nascita nel segno dell’acqua e nella potenza dello Spirito Santo. È il Battesimo: lo ha voluto Gesù ed è lui che battezza, quando la Chiesa battezza.
Chi riceve il Battesimo partecipa alla Pasqua di Cristo: con lui è sepolto nella morte e con lui risuscitato. Nel sacramento del Battesimo passiamo dalla morte del peccato alla vita nuova (cf. Romani 6,3-4).

68. Gesù ha parlato di questa necessità di ritornare a nascere nel colloquio con Nicodemo. Quest’uomo è andato da lui di notte per interrogarlo sulla sua dottrina. È stato un colloquio illuminante; è raccontato da Giovanni nel suo Vangelo: ““In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. Gli disse Nicodemo: “Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può torse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”. Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito”” (Giovanni 3,3-6).

LA COMUNITÀ CRISTIANA È ACCANTO AI GENITORI

69. Da questo atto di adozione prende avvio il cammino della vita cristiana. Il Battesimo introduce gli uomini nella famiglia di Dio e li unisce gli uni gli altri con un vincolo misterioso, ma reale, che fa di loro un popolo.
È il popolo di Dio, la Chiesa.
Per questa certezza, fin dai primi secoli, nella Chiesa si è sentito il bisogno di non privare i bambini di questo segno efficace dell’amore, preveniente del Padre.
Così in Dio viene offerta ad ogni bambino una paternità e, nella Chiesa, una famiglia. Di questo amore il Battesimo dei bambini è un segno efficace. Questo amore non conosce confini: ad esso la Chiesa affida anche i bambini non battezzati.

CdA 665 (16. I sacramenti dell’iniziazione cristiana:1. Iniziazione cristiana): Il cammino di fede e i sacramenti; CdA 669-678 (16. I sacramenti dell’iniziazione cristiana: 2. Il battesimo); CdA 838-839(21. La vocazione del cristiano:7. Comune vocazione alla santità): Un germe da sviluppare

IN PARTICOLARE:

Nicodemo CdA 674 16. I sacramenti dell’iniziazione cristiana Il battesimo La celebrazione

70. I genitori stessi trovano nel proprio Battesimo il fondamento della dignità e del compito di sposi e di genitori. Nel Battesimo il Signore li ha chiamati, non solo a vivere secondo il Vangelo, ma anche a compiere una missione in mezzo al suo popolo. In forza di questa missione, la gioia e la responsabilità di dare alla luce un figlio non consistono solo nell’accoglierlo ed educarlo amorevolmente, ma anche nel chiedere per lui il segno efficace dell’adozione divina:
adozione di un Padre, il cui amore paterno-materno va infinitamente al di là di ogni modello umano.

LA RESPONSABILITÀ DEI GENITORI

71. Alcuni genitori si trovano in difficoltà coniugali o di fede e di pratica cristiana già alla nascita del primo tiglio. Questo li porta ad essere perplessi nell’assumere la responsabilità del Battesimo e l’impegno di educare cristianamente i figli.
Per altri le difficoltà emergono in seguito, al secondo o terzo figlio, quando avvertono il peso della fedeltà agli impegni connessi all’educazione cristiana, che si protraggono nel tempo.
Nelle situazioni di indifferenza o di dubbio, per poter confermare la prassi di battezzare lo stesso i neonati, giustamente ci si chiede: chi si assume tale responsabilità?

CdA 665 (16. I sacramenti dell’iniziazione cristiana:1. Iniziazione cristiana): Il cammino di fede e i sacramenti; CdA 669-678 (16. I sacramenti dell’iniziazione cristiana: 2. Il battesimo); CdA 838-839(21. La vocazione del cristiano:7. Comune vocazione alla santità): Un germe da sviluppare

IN PARTICOLARE:

Nicodemo CdA 674 16. I sacramenti dell’iniziazione cristiana Il battesimo La celebrazione

72. I genitori, per il posto che occupano accanto ai figli, che hanno chiamati alla vita per il tempo e per l’eternità, sono i più diretti responsabili della scelta di battezzare o non battezzare. Tuttavia essi non sono i soli responsabili e non vanno lasciati soli.
La Chiesa condivide con loro la responsabilità della scelta di battezzare i bambini e di educarli cristianamente. Per questo invita i genitori a battezzare al più presto i tigli, perché possano partecipare senza ritardo al dono della vita divina e accoglie la domanda del Battesimo sempre con gioia. Tuttavia, essa avverte l’esigenza e il dovere di dialogare con i genitori per aiutarli a maturare la volontà di battezzare come vera scelta di fede.

73. Si tratta a volte di superare incertezze e motivazioni più superficiali quali “voglio che mio figlio sia come tutti gli altri”, “si è sempre fatto così”, “è una festa”. Altre volte si tratta di rimuovere ostacoli connessi alla situazione familiare. Decisiva e illuminante per tutti è la prescritta catechesi di preparazione al Battesimo, da svolgersi con opportuni itinerari di fede, commisurata alle esigenze delle singole famiglie. Questa catechesi aiuta a comprendere che il Battesimo è dono di vita e sacramento di salvezza.
I genitori hanno l’occasione di chiarire e di manifestare a se stessi e reciprocamente, con coraggio, le proprie intime convinzioni, quelle che si manifestano nelle opere della vita quotidiana prima che nelle parole.
La comunità che ascolta i genitori ha il dovere di annunciare loro il messaggio della Chiesa e di aiutarli perché l’ambiente familiare diventi sempre più aperto alla fede e all’amore.

PADRINO E MADRINA

74. La tradizione della Chiesa di dare al battezzando un padrino e una madrina manifesta la premura di tutta la comunità ecclesiale per la futura crescita umana e cristiana di ogni battezzato. Questa tradizione è tuttora valida. La scelta della madrina e del padrino è delicata: ad essi è chiesto di accompagnare il bambino nella via della fede con la loro testimonianza di vita cristiana, con la loro preghiera e con le parole. Il loro compito è ancor più delicato e prezioso quando i genitori, pur chiedendo il Battesimo dei loro figli, si trovano in grave disagio religioso.
È comprensibile che la Chiesa richieda che la madrina e il padrino conducano una vita conforme alla fede cristiana e all’incarico che assumono, e quindi non riconosca idonei a questo compito quei battezzati la cui vita personale, familiare, sociale viola pubblicamente la legge del Signore.
La comunità ecclesiale, che esprime la tutela spirituale con la scelta dei padrini e delle madrine, si impegna ad assumere atteggiamenti e comportamenti concreti di testimonianza, per essere realmente “madre” ed educatrice, con la vita e l’impegno, dei piccoli e delle loro famiglie.


La celebrazione del Battesimo

Il celebrante interroga i genitori:

Che nome date al vostro bambino?
Per i vostri bambini che cosa chiedete alla Chiesa di Dio?
Il Battesimo , rispondono i genitori.


battesimo.jpg


SIGNIFICATO EDUCATIVO DEL NOME

75. Dare il nome ad una persona è riconoscere la sua esclusiva identità; chiamarla per nome è esprimere l’amore per lei.
Infatti ogni bambino e ogni bambina sono chiamati ad essere ciò che nessun’altra persona è mai stata e nessun’altra persona sarà.
Con i suoi genitori, tutti potranno porsi la stessa domanda che ci si faceva a riguardo di Giovanni Battista:

“Che sarà mai questo bambino?” (Luca 1,66).
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