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Se il tuo fratello commetterà una colpa...

Discussioni, idee e suggerimenti sulla fede in età adolescenziale, la fede che si traduce in esperienze di vita.

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Se il tuo fratello commetterà una colpa...

Messaggioda Luciano » 23/10/2015,,
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Catechesi tratta da omelie.org

Qualcuno di voi è contento quando riceve un rimprovero? Io, proprio no! E mi sembra di capire che anche voi non siete molto felici di ricevere una sgridata!
Beh, possiamo dire che nessuno è contento di prendersi un richiamo, per questo mi piace tanto il Vangelo di oggi, in cui Matteo ci riferisce che cosa insegna il Maestro di Nazareth per le situazioni in cui è necessario fare un rimprovero a qualcuno.

Dice Gesù:

Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo.


Vale la pena fare attenzione alle parole che usa il Maestro e Signore: “Se tuo fratello”, non sta parlando qui dei fratelli e delle sorelle di una famiglia! Sta dicendo semplicemente che se qualcuno commette una colpa, continua ad essere un fratello, una sorella in Dio! Quindi, se una persona commette una colpa, un errore, uno sbaglio o addirittura un peccato, e te ne accorgi, vai e diglielo, cerca di farglielo capire.

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Di fronte al male non possiamo fare finta di niente, non possiamo dire: “Fatti suoi, non mi interessa!”
Se ci accorgiamo del male e non interveniamo diveniamo complici, diventiamo responsabili come chi lo ha commesso! Perciò il Signore ci invita ad andare da questa persona e a parlare da soli. Sembra una cosa da poco e invece è importantissima per capire tutta la delicatezza di Gesù.

Infatti, come dicevamo poco fa, nessuno è contento di ricevere un rimprovero, ma ci fa dispiacere ancora di più se questo avviene di fronte ad altra gente: ci sentiamo umiliati, ci vergogniamo. Il Signore Gesù sa bene che è così, poiché conosce il cuore umano perfettamente, e quindi invita a fare un rimprovero a tu per tu, senza altra gente intorno.
E aggiunge:

se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello


cioè: se quella persona che aveva sbagliato ti darà ascolto e smetterà di agire male, sarà una gioia immensa per tutti: per te, per lei, per il cuore di Dio, per gli altri che si accorgeranno di com’è cambiata in meglio!
Può darsi, però, che questa persona a cui siamo andati a parlare non voglia darci ascolto. Allora, suggerisce Gesù, bisogna tornare da lei chiedendo ad una o due persone di accompagnarci: ci potranno aiutare a parlare meglio, più chiaramente. E potranno fare anche da testimoni. In modo che, la persona che sbaglia, non possa dire in futuro: “Ma io non lo sapevo!... nessuno me l’aveva detto!”

Se neppure con l’aiuto di due testimoni quella persona cambierà il suo comportamento, allora bisogna affrontare il discorso davanti a molta gente: davanti a tutta la famiglia, a tutta la classe, a tutto il gruppo dell’oratorio, a tutti gli amici.
Questo è l’ultimo tentativo: se nulla cambia neppure dopo questo passo, allora non si dica più nulla, ma si stia a distanza da quella persona, spiegando: “Te l’abbiamo detto in tutti i modi e non vuoi cambiare… Ci dispiace, ma non sappiamo che altro fare! Se decidi di cambiare, conta su di noi, altrimenti… ciascuno per la sua strada!”
Una maestra, mia collega, mi ha raccontato un episodio accaduto nella sua scuola, che rispecchia proprio i passi suggeriti da Gesù.

Fernando, un alunno della quarta, era un prepotente e ogni giorno, all’intervallo, spaventava i più piccoli per farsi dare la loro merenda. Alessandro, un suo compagno di classe, se n’è accorto ed è andato a parlargli da solo. Ma Fernando gli ha risposto: “E tu che c’entri? Mica prendo la tua merenda! Fatti i fatti tuoi!”
Allora Alessandro è andato a parlare con la maestra, spiegandole la situazione. La maestra è rimasta molto dispiaciuta e, quel pomeriggio, finita la scuola, ha fatto restare in classe Alessandro e Fernando e ha chiesto a quest’ultimo se si rendeva conto che proprio non andavano bene le sue prepotenze. Di fronte alla maestra, Fernando ha detto di essere dispiaciuto, ma poi il giorno dopo ha ricominciato come sempre, anzi, ha cominciato anche a fare i dispetti ad Alessandro, ripetendogli: “Sei uno spione! Sei uno spione!”

La maestra si è accorta subito che Fernando non stava cambiando il suo comportamento e quel giorno, a mensa, ha parlato della situazione davanti a tutti i bambini. Ha spiegato ai più piccoli che non era giusto lasciarsi portar via la merenda da un prepotente e ha invitato tutti, compagni e maestre, a tenere gli occhi aperti perché nessuno facesse il prepotente con gli altri.

Fernando ha cominciato a capire che continuando come stava facendo, si sarebbe presto ritrovato solo, senza nessun amico. Perché nessuno gioca volentieri con chi fa il prepotente e mette paura! Così, pian piano, ha cominciato a cambiare: mangiava la sua merenda senza pretendere quella degli altri, giocava senza fare dispetti… Alla fine dell’anno scolastico il Fernando prepotente era solo un brutto ricordo! Ora, lui e Alessandro, sono diventati davvero amici e hanno chiesto alla maestra di poter essere compagni di banco.

Il Vangelo di racchiude un’altra parola preziosa pronunciata da Gesù, una parola così bella che non possiamo fare a meno di ripeterla a voce alta: “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.
Sta parlando di noi, il Maestro e Signore! Sta parlando proprio di noi, che siamo qui, riuniti insieme nel suo nome!
E ci assicura che è qui, è presente!
Siamo uniti tra noi, ma siamo anche insieme a Lui!
Non so cosa pensate voi, ma a me questo pensiero mi fa sentire ubriaca di felicità! Questa certezza, di sapere Gesù presente qui tra noi, mi fa venire voglia di fare le capriole per la gioia!
Quando qualcuno ci chiede: “Perché vai a Messa?” è proprio questo che possiamo rispondere: andiamo a Messa per incontrare Gesù, per stare con Lui!
Partecipare ogni domenica alla celebrazione eucaristica ci permette di stare insieme al Signore Gesù, perché ci riuniamo tutti nel suo nome!
Ma non basta! Il Maestro e Signore ci dice ancora che se ci accordiamo per chiedergli insieme qualcosa, non ci dirà di noi! Se preghiamo tutti insieme, quella preghiera sarà esaudita!

La Messa, allora, è il luogo e il momento migliore per pregare insieme, per chiedere insieme quello che più ci sta a cuore!

Quando all’inizio della celebrazione il sacerdote si ferma un momento in silenzio prima della preghiera di Colletta, quello è un momento speciale: ognuno, nel silenzio del cuore, può esprimere la sua preghiera personale, che si unisce a quella di tutti gli altri e diventa una preghiera sola attraverso la voce del sacerdote!
Quindi non sciupiamo quei pochi istanti di silenzio, facendoci prendere dalla distrazione!
Piuttosto, arriviamo in chiesa sapendo già con chiarezza che cosa vogliamo chiedere al Signore e poi, quando il celebrante dice: “Preghiamo” e si ferma in silenzio, con slancio fiducioso consegniamo al Signore la nostra preghiera.

E diciamo un bel Amen, quando il sacerdote termina la preghiera di Colletta: ha pregato anche a nome nostro, attraverso la sua voce si sono unite le preghiere di tutti, quindi l’Amen finale è come una conferma che tutta l’assemblea pronuncia.

Viviamo allora questa settimana ricordando bene i suggerimenti di Gesù su come comportarci quando ci accorgiamo di qualcuno che si comporta male e poi prepariamoci bene per la Messa di domenica prossima, in modo da arrivare con le idee chiare per la preghiera di Colletta che ci unisce in un un’unica voce. :here:
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